JAVIER CAPITAINE, PREPARATORE ALL’ACE TENNIS CENTER DI VOLVERA

L’argentino ha seguito in passato grandi campioni ma ama molto dedicarsi ai più giovani. “Un’Accademia, quella di Volvera, nella quale ci sono tutte le condizioni per migliorare. Su tutte la professionalità di chi opera e la guida”. E’ un fiume in piena, Javier Capitaine, preparatore a tutto tondo che dallo scorso settembre fa tappa fissa, per una settimana al mese, all’ACE Tennis Center di Volvera, Accademia rivolta a chi vuole intraprendere la strada del professionismo partendo dalla scuola di base fino ad arrivare all’alto livello. Non si può parlare separatamente di aspetto fisico rispetto a quelli tecnico, tattico, mentale: “Sono tutti uniti e fanno capo al cervello, organo dal quale parte ogni nostra azione e chiaramente ancor più del giocatore”.

Come è nata la collaborazione con il centro piemontese?: “Ho conosciuto tempo fa Roberto Centamo (tecnico che fin dalle origini dell’Ace Tennis Center opera in struttura) in Spagna – spiega – e piano piano ha preso forma l’idea di collaborare con l’Accademia. Una realtà che ho scoperto attrezzatissima sia dal punto di vista tecnologico che strutturale, arricchita dalla presenza di alte professionalità in ogni settore. Di concerto con il suo presidente, Fabio Ponzano, mi occupo di approntare le metodologie di lavoro al fine di allenare gli allievi presenti e della formazione dei coach inseriti nello staff. Se si vogliono avere dei giocatori di alto livello occorre che a guidarli siano dei tecnici di assoluto valore”.

A proposito di caratura, quella di Javier Capitaine, argentino che ora risiede prevalentemente a Barcellona, è testimoniata dalle molte collaborazioni eccellenti con giocatori professionisti. In 34 anni di impegno nel settore come allenatore e coach, Capitaine si è distinto nel tennis, nel triathlon, nel ciclismo, nel wind-surf, negli sport di combattimento. Ha lavorato con Ivanna Madruga, professionista tra il 1970 e il 1980, quindi con David Nalbandian, Guillermo Coria, Maria Sharapova, Nicolas Almagro, l’allora junior Gregor Dimitrov, l’azzurro Fabio Fognini, portando tutti ad ottenere grandi risultati. Formatosi come Professore di Educazione Fisica a Cordoba, sua città natale, Javier Capitaine ha affinato le proprie conoscenze con particolare attenzione agli aspetti della psicologia e della neuroscienza, dando vita e non da ora ad un metodo denominato Global Systemic Activation (GSA), approccio sistemico per la progettazione, l’implementazione e la gestione dei processi di apprendimento e formazione dal principiante al giocatore di alto rendimento. Il suo credo ha tre termini dominanti: “Corpo, Mente, Emozioni. Soprattutto la gestione della dinamica emozionale – sottolinea – è poco esplorata.

Dalla stessa prendono forma le performance degli sportivi e in questo caso dei giocatori di tennis. L’obiettivo che ci siamo posti con i titolari dell’Ace Tennis Center di Volvera è portare i giocatori che frequentano il Centro ad affacciarsi nel circuito professionistico, seguendo le diverse tappe e i diversi step. Inoltre è nostra intenzione far conoscere l’Accademia su scala nazionale e internazionale per intensificare presenze e collaborazioni”. Quanto è differente allenare dei giocatori già affermati e degli emergenti?: “Due momenti molto diversi – risponde – ma non nascondo che è più emozionante insegnare a chi sta crescendo. Deve crearsi un rapporto di fiducia totale con un altrettanto costante trasferimento di empatia. In questo caso le emozioni di chi è impegnato nel compito diventano totalizzanti, così quelle degli allievi”. LE

TESTIMONIANZE DI ALCUNI ALLIEVI
La bontà di una scuola trova conferma anche e soprattutto nelle parole dei suoi allevi. Federica Rosetti, classe 2004, è una delle ultime arrivate all’Ace Tennis Center: “Sono qui dal settembre del 2017 – sottolinea – e la prima cosa a colpirmi è stata l’avveniristica macchina lanciapalle. Giorno dopo giorno sto apprezzando la qualità del lavoro, mai più di 2 allievi per campo. I risultati personali si sono visti, sia in termini di classifica, ora sono 3.5, che di miglioramento dei singoli colpi. L’obiettivo di fine anno è salire ancora, 3.2 o 3.3. Se dovessi sintetizzare in un termine l’Ace Tennis Center, direi bellissimo”.

In materia di progressioni quella di Lorenzo Gallo, classe 2003, è ancora più tangibile: “E’ la mia quarta stagione a Volvera – esordisce – e sono passato dalla classifica di 4.4 a quella di 2.8. A fine 2018 vorrei diventare 2.5. Ciò che mi colpisce maggiormente della scuola è l’intensità di ogni allenamento. Ottimo poi il rapporto con lo staff tecnico che dà il meglio per farci crescere e ci segue costantemente nei tornei cui partecipiamo. L’aspetto più bello è quello del lavoro in campo. Una struttura motivante”.

Andrea Motta ha un’altra definizione per l’Ace: “Una vera e propria famiglia nella quale si lavora, si migliora e si fa gruppo”. Classe 2004, ha vissuto fin dal principio l’Accademia: “Sono qui dall’apertura – conferma – e la qualità di ogni dettaglio è molto alta. I maestri che ho conosciuto in questo percorso sono diventati dei veri e propri punti di riferimento. Cresciamo e ci alleniamo sia sotto il profilo tecnico che mentale. Attualmente sono 3.3 e a fine anno vorrei entrare tra i seconda categoria”.

Di Roberto Bertellino per TuttoSport