Intervista a Marco Cecchinato

Da Torino ripartirà con ulteriori certezze, il palermitano Marco Cecchinato. In tre delle ultime quattro settimane ha raggiunto almeno la semifinale a livello Challenger, prima a Napoli, poi a Vercelli, quindi nel primo torneo torinese organizzato dall’Ace Tennis Center al Monviso Sporting Club. Come ti è sembrato il torneo?: “Direi ben organizzato, soprattutto se si considera che si trattava di una prima. Non è facile entrare nel circuito mondiale in questo modo. Qualche miglioria per quanto concerne gli spostamenti sugli spalti durante il gioco e la rassegna è già pronta a fare un ulteriore salto di qualità”.

E Marco Cecchinato cosa sta facendo per salire ancora?: “Mi sto allenando e trovando convinzione anche attraverso i risultati. Stiamo lavorando sotto l’aspetto mentale con il mio allenatore Christian Brandi ed il preparatore Umberto Ferrara, a Bordighera”.

Nei quarti di finale partita, la sua, perfetta sotto il profilo tattico. Conferma?: “Volevo accorciare gli scambi e risparmiare energie in vista degli eventuali successivi incontri. I precedenti dicevano 2-0 per il sottoscritto contro Huta Galung e sono stato bravo a non cedere nella fase delicata del secondo set. Ho giocato con aggressività e cercando di variare i colpi, spostandolo il più possibile senza permettergli di appoggiarsi troppo alla mia palla. Questo già a partire dal servizio”.

Un colpo d’inizio gioco molto migliorato nell’ultimo periodo: “Anche su questo fondamentale stiamo cercando di progredire, così come sul rovescio che in qualche circostanza cerco di tramutare in colpo vincente”.

Quali programmi dopo Torino?: “Andrò a Roma per il Challenger al Garden e spero di entrare con la mia classifica nelle qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia”. Obiettivo di fine stagione?: “Non parlo di classifica che sarà una conseguenza logica dei risultati. Piuttosto spero di sfatare a Torino il tabu annuale delle semifinali Challenger”. Per tornare a vincere come nel 2013 a San Marino?: “Sarebbe un bel coronamento al periodo positivo che sto attraversando”.

Parliamo di idoli e modelli tennistici. Quali quelli di Marco Cecchinato?: “L’idolo è Marat Safin, per come vinceva ed il modo di stare nel circuito. Difficile da imitare. Il modello è Andreas Seppi, che conosco da molto tempo e rappresenta un vero esempio di professionalità, correttezza e abnegazione al lavoro”.

Quasi scontata la risposta di Marco Cecchinato alla domanda relativa alla superficie preferita?: “La terra rossa”. Troverà Hamou, domani, per salire ancora e sarà un testa a testa inedito sul centrale del Monviso Sporting Club. Ancora una volta tutto da vivere.

Intervista di Roberto Bertellino – Ufficio Stampa ACE Tennis Center